Ed eccomi, un giovane ex carcerato nero, del Minnesota, in prigione a Houston, nel Texas, per aver ucciso un investigatore di polizia bianco, Daryl Wayne Shirley (fu questo il momento in cui seppi il suo nome!), che era sposato, con bambini, un’accusa di omicidio contro di me per la quale stavo sentendo – per la prima volta in vita mia- l’espressione “pena di morte”, e l’idea che quell’espressione mi richiamava alla mente non era rassicurante!

Io, ovviamente, non avevo denaro per assumere un avvocato e la mia famiglia non poteva certo affrontare la spesa, dai 25.000 ai 50.000$, che un avvocato con cui avevano parlato voleva per prendersi in carico il mio caso, così finii con tre avvocati d’ufficio nominati dalla corte.

Il primo, James, era un bianco di mezza età che aveva seguito un solo caso da pena di morte nella sua carriera. Il secondo, Harrison, era un nero di mezza età che era, principalmente, una “nomina politica”, perché aveva aiutato il giudice che presiedeva il mio caso, Thomas Routt- un nero anziano- nella campagna per la nomina a giudice, così non doveva far niente di particolare- era lì semplicemente per ricevere il suo assegno dalla corte. Il terzo, Carol, era una donna nera di mezza età che finì per essere l’unica dei tre per cui nutrii considerazione, rispetto e fiducia, sebbene fosse il membro più giovane del gruppo. Fu James-l’avvocato bianco- che finì per essere l’avvocato principale, perché aveva qualche esperienza di pene capitali, in confronto con gli altri due che non ne avevano affatto. Credo che questa fu l’unica situazione in cui, nel mio caso, la razza non fu un elemento discriminante; da qui in poi fu un “pasticcio bianco”!

Quando fu il momento di selezionare una giuria gli avvocati di stato -un bianco di mezza età e uno un po’ più anziano- esclusero sistematicamente tutti i non-bianchi, così finii per avere una giuria composta unicamente da bianchi in una città in cui più del 45% della popolazione è composta da minoranze. Nella mia giuria c’era inoltre una donna che frequentava la stessa chiesa della famiglia di Daryl Wayne Shirley- il detective della polizia del cui omicidio ero processato! C’è una idea distorta sul modo in cui le persone entrano a far parte di una giuria per un caso “capitale”- non è una “giuria di vostri pari” come si crede venga garantito dalla costituzione degli USA, perché i vostri “pari” molto probabilmente hanno una grande varietà di credenze e opinioni-specialmente su un argomento come la pena di morte! Tuttavia, chiunque non creda alla pena di morte e/o è disponibile a condannare uno a morte non può essere membro di una giuria, così, sostanzialmente, non avrete una giuria di vostri pari, ma una squadra di persone pronte, predisposte e desiderose di condannare uno a morte. Io ero un nero processato per aver ucciso un bianco-ero contannato in partenza!

Secondo la legge per me avrebbe potuto essere chiesta la pena di morte solo se io avessi saputo che Daryl Wayne Shirley era un poliziotto prima di sparargli, e non c’era nessun tipo di evidenza che io lo sapessi.